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Che musica di gelato

Gelati&musica da sempre fanno riaffiorare emozioni, ricordi, sentimenti. La loro stagione è l’estate dove, appunto, esplodono emozioni, ricordi e sentimenti. Entrambi mettono allegria, così da Vanilla, oltre alle papille gustative è possibile dare sfogo anche all’ugola con un gelato rap. I gusti del suo gelato artigianale sono talmente tanti e buoni che possono ispirare qualche Vanilla song per dolci storie d’amore. E magari se la composizione è originale vincere qualcosa.

Chissà cosa avrà ispirato Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, e Cristiano Malgioglio nel mettere in musica il gelato al gusto di cioccolato. Sicuramente deve essere stato l’amore a far mettere sul pentagramma le note e le parole di quello che è stato  il tormentone estivo nel lontano 1979  “Gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato, tu, gelato al cioccolato…”.

Se il cioccolato alla lunga può stancare, allora buttiamoci sul gelato al gusto di limone come ha fatto il jazz man Paolo Conte con la sua calda voce che non può essere fermata da nessun gelato “…Sprofondati in fondo a una città… Mentre un’altra estate passerà… Un gelato al limon è vero limon…”.

Di tutt’altro… gusto, pardon, nota, Alberto Camerini, l’Arlecchino rock degli anni ’80 che con il suo “Gelato metropolitano” ha consegnato il gelato ad una divertentissima demenzialità facendone quasi un inno: “… dopo il pane quotidiano, un gelato metropolitano/digeribile da tutti, dai grandi e dai bambini, diciamo gusto tutti frutti, firmato Alberto Camerini/nutriente, digestivo, tonico e corroborante./Banana, fragola e limone, arcobaleno zabajone, crema gel al tuttifrutti, stracciatella col biscotto/panna in coppa, candelotto, fior di latte clandestino, un bel cono col pistacchio, zut, vaniglia torroncino/babà deflagrante con nocciola latitante, verde menta alla granita, al caffè non è finita/pesca, albicocca, ananas e dolce in bocca, tupamaro, grock schiacciato, colorato è il mio gelato…”.

Dopo tutto questo gelato roboante, che aveva fatto partecipare Camerini al Premio Luigi Tenco nel 1977, è meglio prendere una dolce pausa con il romanticismo e la poesia dell’indimenticabile Pino Daniele e il suo “Come un gelato all’Equatore”: “…come un gelato/ all’equatore/mi sciolgo/col tuo amore…”, perfetta metafora del sentimento universale.

Ma tanti altri artisti hanno saputo omaggiare il gelato. “Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati” è l’indimenticabile struggente inizio de I Giardini di Marzo di Lucio Battisti;  se per Gianna Nannini l’amore (questo) può essere “un gelato al veleno” per Luca Carboni lo sguardo può essere incazzato mentre si lecca il gelato: “Siamo sempre di corsa, sempre in agitazione, anche te… che anche se lecchi il gelato, hai lo sguardo incazzato” (da “La mia città”); “La spiaggia di Riccione, milioni di persone, le pance sotto il sole, il gelato e l’ombrellone…”.  sono i versi scritti dal grande Lucio Dalla che omaggia il gelato in una canzone tratta dall’album “Ciao”

Se non si è intonati o se la cremosità e i gusti di Vanilla non vi hanno dato ispirazione musicale, poco importa: nel luogo dove le stagioni fanno il gelato magari potrete emozionarvi… proprio come sa fare la musica e scoprire un gelato che è una vera sinfonia.

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