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Il gelato nell’arte

Una goduria pura come il gelato non può aver lasciato indifferenti famosi artisti che si sono divertiti a raffigurarlo, a pubblicizzarlo, a gustarlo – magari durante un break pittorico – e anche a usarlo… come colore!

Aveva iniziato Salvador Dalì con i suoi “Gelati rigidi” presentati nel 1990 alla 31esima Mostra Internazionale del Gelato. Per l’artista catalano “Il gelato è tra i dolci, l’unico con qualche componente surreale e metafisica. Inoltre è ecologico. E poi che importa se morbido o rigido. Importante è che sia buono”. Dopo questa esperienza metafisica sui gelati Dalì iniziò una collaborazione con la Nestlè – Perugina per la quale produsse una serie di acqueforti.

E poi lui, Ferdinando Botero, l’artista delle donne curvy che, sempre nel 1990, dipinse “Natura morta con gelato”, opera colorata e ridondante, dove fa bella mostra di sé una sontuosa coppa di gelato arancione (gusto arancio? O papaya?) accerchiata da altri dolci poiché “L’arte deve dare all’uomo momenti di felicità…”. La stessa felicità che si trova da Vanilla Gelateria dove il gelato può essere anche fitness, alla salute delle donne morbide di Botero.

E che dire di Othman Toma? Un nome sconosciuto, ma è bene sapere che l’artista iracheno a Baghdad si diverte a dipingere… con i gelati. Sì, Toma usa proprio i gelati in sostituzione degli acquerelli e sul suo profilo Instagram nelle fotografie include il tipo di gelato che ha usato per le sue creazioni.

Alain Leroy è un altro artista che ha dedicato una sua opera al gelato. Nella sua “Ragazza col gelato” il pittore francese ci mette un pizzico di erotismo e di malizia, ma tant’è poiché il gelato può essere un ottimo strumento di seduzione. E a Legnano con un cono o una coppetta possono nascere dolci storie d’amore.

Ma l’amore di gelato può sconfinare anche nel design ha bisogno e allora ecco la coppa “Tulip Sundae” dove il gelato sundae ricoperto di sciroppo – in alcuni casi guarnito con granella di nocciole, panna montata e ciliegine al maraschino – viene accolto in una coppa di vetro a forma di tulipano. L’ha disegnata Wayne Thiebaud, famoso per i suoi dolci soggetti come torte e gelati – e l’hanno copiata in tanti – per poi donarla al Museo Giorgio Morandi di Bologna. L’artista bolognese, la cui produzione artistica era incentrata su nature morte, vasi e bottiglie, avrebbe sicuramente apprezzato e gustato una coppa di gelato, anzi, magari proprio una sundae made in U.S.A. since 1881 la cui paternità è tuttora oggetto di contenzioso tra le città di Two Rivers in Wisconsin e Ithaca nello stato di New York.

Se siete stati bambini negli anni ’70 e ‘80 come dimenticare la Eldorado che per pubblicizzare lo stecco Moreno ricoperto di praline di nocciola dal cuore morbido chiamò Benito Jacovitti il quale s’inventò il peones Cocco Bill che viveva in un improbabile  West (Eldorado). E poi Giorgio Cavazzano, disegnatore della Disney, che diede l’immagine a il Cucciolone, il primo gelato con biscotto italiano.

Il gelato nell’arte rimane una cosa rara, ma non è rara l’arte del gelato di Vanilla dove il cremoso dolce viene creato con maestria, fantasia e sapienza, proprio come si crea una perfetta opera d’arte in un atelier: l’atelier del gelato.